DI CONCERTO / PRIMO TEMPO
Florian Espace, 26 aprile ore 21
Imamama
Come bestie che cercano bestie
di e con Marco Rapisarda e Massimo Genco
da Pier Paolo Pasolini
regia di Mauro Maggioni
Produzione Florian Teatro Stabile d'Innovazione
Menzione Speciale Premio Scenario per Ustica 2009
La solitudine: bisogna essere molto forti
per amare la solitudine; bisogna avere buone gambe
e una resistenza fuori dal comune; non si deve rischiare
raffreddore, influenza o mal di gola; non si devono temere
rapinatori o assassini…
Non c’è cena o pranzo o soddisfazione del mondo,
che valga una camminata senza fine per le strade povere,
dove bisogna essere disgraziati e forti, fratelli dei cani.
(P.P.P.)
Il primo studio di Come bestie che cercano bestie ha ottenuto la Menzione Speciale Premio Scenario per Ustica 2009, “per il recupero della parola pasoliniana all'interno della Roma di oggi, che, in modo diverso, vive nuove forme di scontro tra poveri, di rabbia, di discriminazione etnica, culturale e sociale. Per la tenacia con cui si riafferma la necessità di una rigorosa solitudine poetica e per la scommessa umana su una "disperata vitalità", ricercata nei territori del margine e dello scarto”.
La storia
Il breve racconto di Pasolini, Storia burina, ambientato nella Roma più bassa, quella lontana dal centro e dai monumenti, dalle vetrine e dai turisti, quella Roma che non c’è sulle cartoline, ma che in fondo è l’unica Roma vera da quasi sessant’anni, narra di un incontro/scontro tra due giovani: Romano il Paino, bullo di successo destinato al declino e Romano il Burino, da poco giunto in città, parvenu in rapida ascesa. Entrambi per sopravvivere lavorano al Macello di Testaccio e arrotondano il salario con macellazioni clandestine. Inoltre una passione li unisce: la boxe. Due vite nate sotto una cattiva stella, predestinate alla sconfitta, senza alcuna possibilità di redenzione o salvezza.
L’idea
Leggere Pasolini è entrare dentro ad un mondo fatto di miseria, disperazione ma anche poesia. I suoi ‘eroi’ di eroico non hanno nulla se non il fatto di essere costretti a combattere contro la vita che li ha messi nel posto più scomodo e lontano, confinati al limite della città, al limite dell’esistenza stessa. Si potrebbe pensare che questo mondo sia del tutto scomparso, che faccia parte di una memoria letteraria, ma così non è: se si guarda bene, se ci si allontana dall’ologramma che Roma offre al mondo (il Papa, il Colosseo, Trastevere etc.) si scopre che quella ‘disperata vitalità’ è ancora tutta lì, con le stesse facce, gli stessi modi, la stessa desolata desolazione. Gli ‘eroi’ hanno solo cambiato nomi e provenienza, così Romano il Burino non arriva più da Tuscania, ma da Sibiu, sud della Romania. I lavori che fanno sono sempre gli stessi, al limite della legalità e della sopravvivenza. La solitudine che li accompagna è la stessa. La fine che fanno è la stessa.
‘Ma noi siamo borghesi, e quindi abbiamo innato il senso della prudenza, della capacità a rimandare a domani quello che non possiamo fare oggi, del rispetto per ciò in cui la vita si consolida, si ordina e si fa opinione pubblica e buon senso. Siamo conservatori di nascita, e in fondo non dimentichiamo mai quello che la madre ci ha insegnato da bambini: l’idea che la vita è sicura e lunga.’
Marco Rapisarda e Massimo Genco
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Florian Espace, 27 aprile ore 21
OPEN JAM DI CONTACT IMPROVISATION
CON ANOUSCKA BRODACZ
Per PRIMO TEMPO-d’arte e spettacolo e nuovi linguaggi, la rassegna di primavera curata dall’ESPACE Promozione culturale in collaborazione con il Florian Teatro Stabile d’Innovazione, si terrà una lezione aperta finale del lavoro svolto durante il laboratorio di Contact Improvisation che si è svolto nello spazio teatrale del Florian nel periodo di febbraio-aprile sotto la guida della danzatrice e coreografa Anouscka Brodacz del Gruppo Alhena. La dimostrazione di questo lavoro sarà accompagnata dalla musica eseguita dal vivo da Globster ma non vuole essere uno spettacolo, piuttosto un momento creativo libero per danzare, improvvisare e sperimentare la danza contact improvisation senza nessuna struttura prestabilita.
CONTACT IMPROVISATION è una tecnica di danza nata negli anni 70 negli Stati Uniti, come ricerca sulla comunicazione possibile attraverso il contatto e sulle nuove possibilità di movimento. Attraverso l’improvvisazione si esplora il rapporto con la forza di gravità, si impara a dare e ricevere il peso del corpo, a relazionarsi con lo spazio e con il tempo. Questa danza creata nell’istante, si sviluppa in un dialogo fisico in cui tutti i sensi sono coinvolti, stimola la nostra vitalità e i nostri riflessi, il nostro ascolto interiore così come quello degli altri.
Durante il laboratorio i 12 partecipanti, uomini e donne di cui alcuni digiuni delle tecniche di danza e teatro-danza, in modo spontaneo, hanno superato le loro rigidità, sviluppando fluidità, percezione, disponibilità, e acquisendo così maggior consapevolezza delle possibilità di movimento del loro corpo.
il Corpo Urbano
7a edizione
Direzione Artistica
Anouscka Brodacz
1° maggio e 6 – 7– 16 - 22 – 23 - 30 maggio
ore 21 al Florian Espace
PRIMO TEMPO/PRINTEMPS -d’arte e spettacolo e nuovi linguaggi
in collaborazione con il
Florian Teatro Stabile d’Innovazione e Mediascena Europa
MOVING IN THE CITY
Ritorna anche quest’anno Moving in the city -Il corpo urbano- rassegna di danza contemporanea e nuove tecnologie sul tema del corpo, a cura del Gruppo Alhena guidato dalla danzatrice e coreografa Anouscka Brodacz.
La rassegna, giunta alla settima edizione, si svolgerà interamente al Florian Espace e sarà l’evento conclusivo di PRIMO TEMPO/PRINTEMPS-d’arte e spettacolo e nuovi linguaggi, la rassegna di primavera curata dall’ESPACE Promozione culturale in collaborazione con il Florian Teatro Stabile d’Innovazione e Mediascena Europa.
La serata inaugurale della rassegna si terrà sabato 1° maggio alle ore 21 con un incontro-festa con la danzatrice e coreografa Norma Claire, che affronterà il tema "La danza africana dalla tradizione alla ricerca contemporanea". Originaria della Guyana francese, Norma Claire è una delle pioniere della danza di ricerca africana; danza con I balletti antillesi e africani con famosi coreografi come Lucky Zébila, Cissé, Elsa Wolliaston; crea la sua compagnia nel 1992 portando I suoi spettacoli nei più famosi festivals internazionali; da anni è una grande formatrice di danza africana tradizionale e contemporanea e organizza progetti di danza con I Balletti Nazionali in Africa e in Guyiana.
Giovedì 6 e venerdì 7 maggio sempre alle ore 21, verrà presentato il Progetto Speciale IL CORPO FERITO che si articolerà in due momenti: nella serata di giovedì si terrà un approfondimento sul corpo delle donne con il video dal titolo "OASIS", sulla "fistola ostetrica" in Africa Sub-Sahariana, a cura di Anouscka Brodacz, vincitore Premio per la Pace 2008, che verrà introdotto da Roberta Pellegrino del Centro Ananke; nella stessa serata a seguire POINT OF VIEW, film di Augen Blicke (Svizzera) sui corpi "diversi" nello spettacolo, che sarà presentato da Marcello Gallucci dell'Accademia di Belle Arti dell'Aquila; traduzione di Daniela Baldin.
Secondo momento del Progetto Speciale IL CORPO FERITO per la serata di venerdì 7 maggio è lo spettacolo FEMMENTHAL, del Gruppo Alhena di Anouscka Brodacz che torna al Florian Espace dopo gli apprezzamenti del pubblico nello scorso novembre e la tourneé siciliana nel mese di dicembre.
"Femmenthal" propone un approfondimento del discorso sul corpo, attraverso un collegamento della danza con le arti visive, in stridente contrapposizione alla cultura occidentale dell’immagine che tende a narrare l’arte come luogo di una visione rasserenante, dolce, pacificata. Tre interpreti di tre generazioni diverse Anouscka Brodacz, Silvia Di Rienzo, Stefania Gerini, ci raccontano i segni di un corpo ferito, corpi di donne ingabbiate dalla cultura in scatole. Scatole sono le case, scatole le stanze, scatole inscatolano gli alimenti o i prodotti nei supermarket, e sempre la carta del packaging strilla con colori vivaci messaggi seduttivi, prima di finire nel cestino, immolata alla necessaria fruizione dell’oggetto. Dunque la carta che contiene e trasporta è anche la carta inutile, il rifiuto, che qui si offre nella sua povertà acromatica, nelle sue lacerazioni e consunzioni, incisa e ricucita a costruire il nuovo derma/luogo artistico nel quale si agitano dinamiche di sensi accesi, dripping di movimento, e un’energia e una pulsazione che sono ritmo vitale, circolazione di messaggi, riciclaggio di merci, ardore metabolico.
Nelle due serate del 6 e 7 maggio saranno esposte nel foyer del Florian Espace immagini d’arte di Giosacchetti.
Domenica 16 maggio la rassegna ospiterà la compagnia Oplas con lo spettacolo TOUCH, regia e coreografia di Luca Bruni: è la terza creazione ideata per il progetto triennale SPETTACOLO UMBRIA, l’epilogo di un percorso di ricerca artistica e coreografica iniziato con le due precedenti creazioni: Love (2007) e Spazi di nessuno (2008). Di nuovo l’attenzione torna a concentrarsi sull’essere umano. Sulla persona quale protagonista indicusso dei rapporti interpersonali nel contesto della contemporaneità. Passato, presente e futuro: un ciclo che si chiude, un anello che si unisce al successivo di una catena della quale ognuno di noi è testimone e protagonista.
Nelle due serate del 15 e 16 maggio saranno esposte nel foyer del Florian Espace immagini d’arte di Andrea Buccella.
Domenica 23 maggio alle ore 21 è la volta dello spettacolo JUKE BOX SPAZIALE regia di Caterina Inesi della compagnia Immobile Paziente, con Manuela De Angelis, Caterina Inesi, Marcella Mancini, Francesca Sibona, Paola Vitelli e musica live di Marco Della Rocca.
Lo spettacolo racconta del viaggio simbolico dell’astronauta, modello di avventure reali e di fantasia, che porta alle estreme conseguenze due stati d’animo caratteristici: da un lato l’aspettativa per l’arrivo alla destinazione ignota, il vagheggiare impaziente la meta da raggiungere, e dall’altro il puro godimento introspettivo del tragitto, il piacere intenso per la condizione di sospensione che si avverte mentre si viaggia.
L’equipaggio di un’astronave invita il pubblico in un viaggio nello spazio. Per rendere più piacevole la traversata, verranno offerti degli spuntini performativi. I viaggiatori possono scegliere in un menu la performance che vogliono vedere, decidendo in questo modo la successione delle performance e quindi la drammaturgia dello spettacolo. Sarà la volontà degli spettatori a stabilire cosa si vedrà e dove ci porterà l’astronave.
Nella serata del 23 maggio saranno esposte nel foyer del Florian Espace immagini d’arte di Moreno Di Censo.
La rassegna si conclude domenica 30 maggio alle ore 21 andrà in scena lo spettacolo MEMORIA DIVISA regia e coreografia Emma Cianchi, con Emanuele Esposito della compagnia BORDERLINE Danza e ArtGarage che è stato presentato al Fringe del Teatro Festival Italia nel giugno 2009: è una storia di prigionia e morte. una storia che da lontano riporta alle foibe, alle "stragi negate" degli italiani della Venezia Giulia e dell’Istria. Un modo per ricordare una pagina di storia, ancora ignota a molti. Lo spettacolo prende vita all’interno di uno spazio nero circoscritto da teli e fondali, costruito con stoffe, veli e filtri per proiezioni, dove lo spettatore è invitato ad entrare.
L’interprete si muove lungo un rettangolo centrale, tra acqua e fango, dialogando con presenze che appaiono, creando così uno scenario inquietante in cui echi, suoni, voci, olfatto e tatto avvolgono e coinvolgono l’interprete stesso e lo spettatore.
L’ingresso agli spettacoli è di 10 euro per il biglietto intero; 8 euro per il ridotto (giovani, anziani, tesserati Libreria Edison); e infine di 5 euro per i "professionel" (attori, artisti di teatro, allievi delle scuole di recitazione e della Cattedra di storia del Teatro dell’Università D’Annunzio).
