LA STAGIONE DI PRATOLA PELIGNA
DUE NOVITA' NEL CARTELLONE DI PRATOLA PELIGNA.
IL 13 MARZO "LA MANDRAGOLA" DI MACHIAVELLI
E IL 9 APRILE "PORTA CHIUSA" DI SARTRE.
LO SPETTACOLO SOSTITUISCE "QUEL MARZIANO DI FLAIANO"
CHE E' STATO RIMANDATO.
LA MANDRAGOLA
di N. Machiavelli
Regia di Massimo Paolucci
Con
Massimo Paolucci
Tommaso Trozzi
Rossella Mattioli
Cinzia Di Maio
Tommaso Bernabeo
Tommaso Di Giorgio
Chiara Di Maggio
Scritta sul principio del 1518, la Mandragola, capolavoro del teatro cinquecentesco, è senz’altro la più significativa delle opere teatrali del Machiavelli. Sostenuta da un esuberante vena comica le cui radici affondano tuttavia in una concezione della vita profondamente pessimistica, è in realtà una violenta denuncia della società e dei costumi del tempo. L’opera presenta situazioni e battute boccaccesche e burlesche, precisi rinvii alla tradizione teatrale comica latina. La vicenda si svolge a Firenze, nel 1504: Callimaco, trentenne di origine fiorentina da anni residente a Parigi, rimpatria richiamato dalla fama della bellezza di Lucrezia Calducci. Per avvicinare la donna, irreprensibile, il giovane chiede l’aiuto di Sirio e di Clizia, avvenente cortigiana, mangiauomini e mangiapasti a sbafo. Essa dovrebbe convincere Nicia, marito di Lucrezia, ricco, credulone, dottore in legge improvvisato, ossessionato dall’incapacità di avere figli, a sottoporsi con la moglie ad un’efficace cura termale, che vinca la sterilità della donna. Davanti alle difficoltà avanzate da Nicia, per alcuni dubbi sull’utilità dell’impresa, Clizia inventa un nuovo stratagemma e consiglia Callimaco di fingersi medico. Callimaco, in questa sua improvvisa veste, diagnostica diverse cause di sterilità, tra le quali sottolinea con sarcasmo la probabile impotenza di Nicia, e prescrive alla donna una pozione ingravidante a base di Mandragola. Il rimedio ha un unico inconveniente: l’uomo che giacerà con Lucrezia per primo, morirà entro una settimana;
occorrerà quindi sostituire Nicia con un “garzonaccio”, guarda caso Callimaco stesso, ignaro della futura “triste sorte”.
Compiuta la beffa, Callimaco rivela la sua identità e il suo amore a Lucrezia, mentre Nicia, ignaro del raggiro, dimostra ai due imbroglioni tutta la sua gratitudine.
PORTA CHIUSA
di Jean Paul Sartre
con Roberto Negri, Lavinia Biagi, Paola Tarantino, Miguel Ceriani e Annalisa Giardina.
Assistente alla regia - Alice Mele, musiche originali - Gianni Saponara, costumi - Teresa Marongiu.
Il teatro come strumento principe di comunicazione.
Il testo/ manifesto dell’incomunicabilità.
Un soggetto attualissimo dopo 50 anni.
La combinazione ideale per un progetto della compagnia officina Dinamo che basa la sua ricerca sulla “necessità” del Teatro.
I forti connotati socio-politici del pensiero sartriano, trovano nella messa in scena l’occasione di superare la barriera del contingente e aprirsi ad una dimensione mitica.
L’ambientazione si proietta in una zona ai limiti della realtà temporale, forse un attimo dopo il presente.
Le musiche originali, sviluppano ulteriormente questo concetto cercando una soluzione di continuità tra sonorità antiche e suggestioni moderne.
La dimensione surreale della piece inoltre conferma la sua forza evidenziando ancor più l’ordinaria follia del quotidiano.
Porta chiusa è una riflessione sul rapporto con gli altri: “les autres” è il titolo con cui il lavoro viene inizialmente pubblicato; l’autore dichiara “l’inferno sono gli altri” ma…gli altri
siamo noi.
Aprire la porta chiusa dalla volontà di isolamento, è un gesto di liberazione individuale, che diventa immediatamente collettivo; l’unico gesto possibile per uscire dall’inferno della commedia
sociale.
Il cartellone 2009/2010
La pianta del Teatro Comunale "D'Andrea" con le misure del palcoscenico e la disposizione degli attacchi per la corrente elettrica.
Pianta Teatro Comunale di Pratola Pelign
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