GIULIO CESARE E’ MORTO.

 

Testo, regia e interpretazione di FABIO SANVITALE

 

 

 

con le voci di

Susanna Costaglione, Domenico Galasso,

Umberto Marchesani,

Edoardo Oliva, Massimo Vellaccio

 

consulenza scientifica

Valerio Massimo Manfredi

 

assistenza tecnica Tibo Gilbert

registrazioni e missaggio audio Marco Marrone

 

produzione Giulia Basel

 

 

Prodotto da

FLORIAN TEATRO STABILE D’INNOVAZIONE

 

 

Su Cesare hanno scritto in tanti: saggi come quello di Luciano Canfora, poi ovviamente Shakespeare; anche Thornton Wilder, che con “Idi di marzo”  creò un bellissimo -quanto non abbastanza conosciuto- romanzo su quei giorni.

Sono anni che rifletto, partendo da tutto questo, intorno a Cesare. E alla fine ho asciugato, condensato questa lunga ricerca in un lavoro che mi vede solo sul palcoscenico. Non è tanto il raccontare una storia che conosciamo. È molto di più. È parlare delle nostre vite. La storia c’è tutta, ma ho voluto andare oltre e  cercare il senso di quelle esistenze – e delle nostre. Cicerone, Bruto, Cassio, Casca, Cleopatra, Cesare: ad ognuno do voce e pensieri. Le parole, i drammi, la vita quotidiana e i desideri dei protagonisti di quei mesi a cavallo tra il 45 e il 44 a.c. li ho raccolti in ottanta minuti. Una ricostruzione delle loro vite, certo. Alla quale ho aggiunto l’indagine svolta dal Colonnello Luciano Garofano del Ris di Parma sull’attendibilità della tesi storica che vuole che Cesare, quel giorno, sia andato volontariamente incontro alla morte. Due ricostruzioni, insomma: una della vita, una della morte. Entrambe appassionanti, entrambe verosimili. Cosa sia davvero successo quel giorno, chi siano davvero stati i protagonisti di quella storia, non lo sapremo mai. È passato troppo tempo. Ma trovo straordinario avere la possibilità di approfondire i libri di storia, per dire quello che i manuali non possono dire.

Cercare nella mente e nelle emozioni di Cesare, nei suoi ultimi sette mesi. Gli ultimi mesi di un Dio. E scoprire un uomo che, per la prima volta nella sua vita, proprio mentre è finalmente padrone del mondo, inizia a farsi le domande che non si è mai posto. Cos’è l’amore? Gli dei esistono? Dove vanno gli uomini? Che senso ha la libertà? Qual è il senso profondo della responsabilità? Perché il Re del Mondo fa tutte queste domande ad un uomo che vive da anni isolato da tutti, a Capri: e che non gli risponde mai? Intorno a lui, Bruto, Cassio, iniziano a pianificare quello che accadrà alle Idi di Marzo. E poi le parole del suo medico, Sostene, di Cicerone, di Cleopatra. Cesare ha davvero cercato la morte, quella mattina di 2052 anni fa? Che motivo aveva? Quanto erano importanti onore e dignità per lui? Qual è il mistero della vita e della morte di quest’uomo? Siamo così diversi dagli uomini e dalle donne di quella mattina di marzo a Roma? Perché le domande sono ancora le stesse? Possiamo davvero conoscere chi ci è accanto o davvero vince l’impossibilità della conoscenza? Cercare nella mente e nell’anima di Cesare, in gioco di vero e di falso, in un mondo così vero e così falso, nell’anno 2009 d.c.                            Fabio Sanvitale                                                           

 

 

 

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crediti fotografici: CARLO PAVONE