IL CASO FENAROLI

tutto quello che vedi può essere falso

 

 

testo, regia, interpretazione  FABIO SANVITALE

 

 

 

consulenza scientifica Enrico De Grossi

assistenza tecnica Tibo Gilbert

 

prodotto da

FLORIAN TEATRO STABILE D’INNOVAZIONE

 

 

Oggi è l'11 settembre 1958 ed è giovedì. Siamo in via Monaci 21, alle spalle di piazza Bologna, Roma. Maria Teresa Viti arriva alle 8,30, come ogni mattina, no? E' a servizio dalla signora Martirano; sì, la Martirano, quella che ha sposato il geometra Fenaroli, quella del primo piano. Suona, ma lei non risponde. Niente. Strano… allora chiama il fratello, Luigi Martirano. Lui arriva alle 9.20 e per un'ora non sa cosa fare. Quando si decidono a entrare, la Martirano è in cucina. A terra, la testa in una pozza di sangue. Strangolata, si vede subito. Guardate com'è composto il cadavere; significa che non c'è stata colluttazione, che non ha quasi reagito. Strano. La porta era chiusa, a doppia mandata. Dunque, l'assassino è ancora in giro ed ha le chiavi.

Pacchetti vuoti di sigarette in salotto ed in camera da letto. Nel portacenere del salotto c’è la cicca di una sigaretta col filtro che non è della vittima.

La camera da letto della Martirano è un gran casino e sono sparpagliate qua e là delle carte. Tra cui spiccano la bellezza di ben tredici polizze assicurative. Sì, ma è un finto furto, manca un milione, dei gioielli; e hanno lasciato lì un rotolo da 400.000 lire.

Mi colpisce il fatto che sia stata uccisa in cucina. Perché proprio lì? Il telefono, in corridoio, è al suo posto. Ma nessuno può rispondere allo 06-242703.

 

Inizia così uno dei più straordinari e misteriosi casi giudiziari italiani. Nei quartieri-bene i delitti, si sa, non possono avvenire; il benessere è come una difesa dal Male. E invece…

C’è l’ansia di rinnovamento, il potere del denaro, la faccia oscura della modernità, un killer che vola da Milano a Roma, un mandante, il primo pentito della storia italiana, l’ombra dei servizi segreti e una Tangentopoli anni Cinquanta… C'è  l’ aereo,  auto velocissima,  fabbrica di microfilm, telefono,  America. Sì, è l'America questa, l'America vista al cinema, ma stavolta ,per la prima volta, esce dallo schermo bianco e suona al citofono. Via Monaci 21, Fenaroli. Quello che accade dopo è un mistero che dura da mezzo secolo. E che, unendo il teatro e la cronaca nera, proverò a raccontarvi guardando negli occhi i fatti e i loro protagonisti. Alla ricerca degli uomini e delle emozioni. Per capire il presente.                                                      

 

Fabio Sanvitale

 

 

 

 

 

 

 

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crediti fotografici: FRANCESCA PARAGUAI