IL GALLETTO IMPERTINENTE
da UN UOVO NERO di Luigi Capuana
spettacolo semifinalista Premio Scenario Infanzia 2008
drammaturgia e regia Alessandra Felli
con
Giovanni Bussi, Silvia Grande, Annachiara Repetto
musiche J. G. Albrechtsberger
scene e costumi Miriam Di Domenico
luci Igor Renzetti
prodotto da
Florian Teatro Stabile d’Innovazione
età 5 – 10 anni
La trama
Lo spettacolo, ispirato all’omonima fiaba scritta nel 1882 da Luigi Capuana, racconta l’esperienza di un galletto che attraverso continue morti e resurrezioni va alla ricerca della sua libertà.
Una vecchia e la sua gallina trascorrono serenamente la loro vita fin quando un temporale non devasta i raccolti. Proprio per placare la fame la gallina genera, oltre al solito uovo bianco, un misterioso uovo nero che la vecchia riesce a vendere al Re.
Dalla cova dell’uovo nero nasce un galletto che è accolto nella famiglia reale come se fosse un figlio. Tuttavia si tratta di un galletto che desidera razzolare nei piatti dei ministri, rincorrere le
pollastre, e che rintrona le orecchie di tutta la corte coi suoi: «Chicchirichì».
La pazienza di Re e Regina è messa a dura prova. Le due maestà, indignate, lo uccidono più e più volte per farne una tazza di brodo o uno spiedino arrostito. Eppure il galletto risorge ogni volta e ancor più dispettoso. Le difficoltà dei regnanti sono risolte grazie alla Fata Morgana, che impartisce ai genitori i compiti per liberarli dalla maledizione. Il galletto si trasforma così in un bambino e viene nominato Reuccio; dell’animale gli rimangono ancora la cresta e gli sproni.
Inspiegabilmente dopo parecchi mesi il Reuccio si ammala di malinconia e nessun medico riesce a individuare una cura. Il bambino soffre di una profonda nostalgia del suo essere galletto. I genitori, pur di salvarlo dal male incurabile, assecondano i suoi desideri fin quando al Re non scappa, per l’ultima volta, la pazienza e taglia la testa al figlio.
Questa è l’ultima trasformazione che il galletto vive sulla sua pelle prima di diventare, finalmente, un bambino.
La messinscena
La scena è abitata da tre personaggi una vecchia, la sua gallina e un galletto che durante lo spettacolo giocano a interpretare altri ruoli e si travestono da Re, Regina, Cuoco e Medico a seconda della figura necessaria alla storia.
La vecchia e la gallina costituiscono un piccolo nucleo familiare e rappresentano due aspetti diversi di un unico archetipo femminile, capaci di dare vita ad una terza entità: il galletto.
Lo spettacolo segue il processo di conoscenza del galletto che la vecchia e la gallina “mettono in scena” davanti ai bambini che insieme al galletto assistono a questa recita.
Grazie al gioco del teatro il galletto e quindi anche lo spettatore percorre le tappe necessarie alla formazione della sua identità.
Attraverso questo lavoro desideriamo approfondire la conoscenza di Luigi Capuana, autore della letteratura italiana poco frequentato, suscitare una riflessione sui temi dell’identità, della libera espressione delle proprie capacità pur se contrarie alla logia dominante, e del valore delle regole; ci auguriamo, inoltre, di sollecitare il bambino al pensiero divergente proponendogli un lavoro di artigianato teatrale che non descrive in modo mimetico la realtà che racconta ma che lo stimola a costruirne una propria.
IL GALLETTO IMPERTINENTE. SCHEDA SU ALES
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IL GALLETTO IMPERTINENTE. NOTE SU LUIGI
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Florian
Teatro Stabile d'Innovazione di Pescara