Terre del Sud

DALLA MAJELLA AI TRABOCCHI

dai canti popolari a quelli d’autore

 

con Paola Ceroli - voce, percussioni, Mimmo Spadano - voce, chitarra acustica, chitarra battente, Peppe Tetiviola - flauto traverso, fiati etnici, cori, Stefano Andretta - mandolino, basso acustico, chitarra, cori, Tino Santoro - voce, tamburi a cornice, percussioni, Vincenzo De Ritis - fisarmonica, cori.

 

C’è un lembo di terra abruzzese che va dalla montagna al mare ed i canti, da quelli della tradizione a quelli d’autore che lo raccontano. La poesia dei luoghi, la forza delle tradizioni, le storie delle genti…”

A tredici anni dalla sua nascita, l’Associazione Culturale Terre del Sud, forte della grande esperienza maturata in ricerche, studio, laboratori e centinaia di concerti sulla musica popolare del centro-sud Italia, dedica questo nuovo lavoro alla valorizzazione della cultura e della tradizione del proprio territorio, quello abruzzese che va appunto dalla Majella alla Costa dei Trabocchi. Canti e musiche che ci appartengono e identificano, in una veste volutamente variegata: da quella più tradizionale, a quella che sfocia in sonorità più mediterranee e raffinate. Il repertorio include canti della tradizione orale, classici di autori abruzzesi, composizioni di Terre del Sud, alcuni inediti (fra cui la canzone dedicata alla Brigata Majella), in un percorso che tocca luoghi, storie, personaggi del nostro Abruzzo.

A fine concerto i musicisti si congederanno offrendo a tutti tarallucci e vino!



NEI CIELI DEL MONDO
Arsène Duevi (TOGO / ITALIA) voce e chitarra
Roberto Zanisi (ITALIA) corde e percussioni

 

L’eclettico Roberto Zanisi, milanese, imbraccia strumenti a corda quali il cumbus turco, il bouzuki greco e lo cifteli albanese; utilizza strumenti a percussione come l’arabo dumbek e crea melodie cromatiche con lo steel pan di Trinidad percorrendo generi di ogni parte del mondo e rimescolando il tutto secondo un gusto del tutto personale.
Arsène Duevi è uno sciamano che viene dal Togo, dal centro dell’Africa nera: etnomusicologo di formazione, canta e suona la chitarra e il basso elettrico. Arsène racconta: ” Dove sono nato e cresciuto, la voce degli anziani è molto ascoltata. Le generazioni sono legate tra loro da un forte sentimento affettivo. I nonni hanno verità antiche da trasmettere ai nipoti. Un proverbio ewè dice che un vecchio seduto vede più cose di un giovane in piedi sulla sedia”. Queste e altre cose sussurra Arsène Duevi in concerto, tra un brano e l’altro. Usando poche,pochissime parole: perché ciò che conta –sostiene – non sono le parole, ma l’energia e l’amore “… è musica della sua terra ma anche del mondo, perché parla un linguaggio universale anche se i versi delle sue composizioni sono in un dialetto della lingua Ewè: ci senti dentro il blues senza blue notes, le note tristi. I canti possono essere accorati, nostalgici, spirituali, sommessi, ma mai tristi; e lo capisci anche dal body language”.



Elena Cacciagrano, Letizia Caramanico, Sonia Crisante, Benedetta Tranquilli

POP HARPS in concerto

Martedì 31 ottobre ore 21.00 - Florian Espace

per TEATRO D'AUTORE e altri linguaggi / Scenari Musicali

 

L'unione tra l'arpa e il popular dà vita a composizioni originali che spaziano dal pop al flamenco, dalle colonne sonore al jazz. Quattro giovani arpiste abruzzesi, di formazione classica al “Luisa D'Annunzio” di Pescara, con anni di esperienza in ensamble d'arpe d'ogni genere e numero, e orchestre sinfoniche, decidono di sfruttare l'enorme versatilità di 47 corde e 7 pedali, giungendo ad una scrittura moderna idiomatica ricca di effetti, a volte, inaspettatamente aggressivi e audaci per quello che è sempre stato visto e catalogato come lo “strumento degli angeli”. Il quartetto Pop Harps nasce dunque dall'esigenza di creare nuovi linguaggi per uno strumento di origini antichissime, ormai ingiustamente relegato quasi solamente all'ambiente classico orchestrale e poco valorizzato in altri ambiti.


Paolo Russo

BANDONEON SOLO Vol. II

Sabato 21 ottobre ore 21.00 - Florian Espace

per TEATRO D'AUTORE e altri linguaggi / I concerti di Jam&s Jazz e...

 

Paolo Russo, musicista pescarese che vive a Copenhagen in Danimarca da oltre 21 anni, ha incontrato il bandoneon nel 2001. La sua formazione classica come pianista, sotto la guida di Rachele Marchegiani in Italia, la componente jazzistica sviluppata presso il Rytmisk Musikkonservatorium di Copenhagen, e l'approfondimento sul tango e sul bandoneon nei numerosi (14) viaggi in Argentina, sono stati di grande aiuto nello scoprire ed esplorare questo strumento. Dopo la sua prima pubblicazione nel dicembre del 2015 (Bandoneon Solo Vol. I - Jazz Standards), Paolo Russo è ora pronto con il suo secondo album dedicato al bandoneon solo, in cui presenta stavolta le proprie composizioni originali, insieme ad un'antologia che raccoglie i brani musicali contenuti nell'album. Con questo nuovo album, il volume secondo del suo progetto come bandoneon solista, Paolo Russo invita il pubblico a lasciarsi travolgere dal suono misterioso e nostalgico del bandoneon e a lasciarsi condurre in un breve, intimo viaggio attraverso il suo universo musicale, guidati dalla sua voce unica, nella sua più autentica espressione.

"La proposta musicale offerta da Paolo Russo è un lavoro degno di considerazione per il suo potente contenuto melodico, armonico e di contrappunto: le battute contrassegnate da variazioni costanti e le forti idee d'avanguardia testimoniano che questo lavoro non è solo un prezioso contributo innovativo, ma anche una sfida per il bandoneonista professionista, in virtù delle sue difficoltà tecniche. Grazie, maestro Paolo Russo, per la tua dedizione e amore appassionato a bandoneon, che ci dai in ogni tua opera". Néstor Marconi


FLORIAN ESPACE

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