Florian Teatro Stabile d'Innovazione 
in collaborazione con ANPI-Pescara
presenta per
 
FLORIANflussiACCADIMENTI PLURIMI
direzione artistica  Giulia Basel 
 
in occasione della Festa della Liberazione Nazionale
 
OCCHISULMONDO/FONTEMAGGIORE
QUANDO C'ERA PIPPO
dal diario di una staffetta partigiana
spettacolo finalista al Premio Scenario infanzia 2012
con Greta Oldoni, Samuel Salamone
e con Daniele Aureli
elaborazioni musicali Maisaund
scene e luci Matteo Svolacchia
drammaturgia Daniele Aureli
regia Daniele Aureli e Matteo Svolacchia
 
giovedì 24 aprile ore 21.00
FLORIAN ESPACE
via Valle Roveto - Pescara

"era una realtà che ci faceva sentire prigionieri, eravamo clandestini nella nostra città, io ero una staffetta, avevo solo sedici anni ma tanta voglia di vivere e di cambiare il mondo" (Giulia Re – partigiana, staffetta e nonna)

Lo spettacolo “Quando c'era Pippo” è tratto dal diario di Giulia Re, staffetta partigiana e nonna di Greta Oldoni, protagonista di questa rappresentazione teatrale molto intensa: la Resistenza e la guerra vista attraverso gli occhi di due ragazzi. Sulle loro teste passa un piccolo aereo da combattimento, ribattezzato Pippo; con le sue bombe entra nella loro vita quotidiana e interrompe la loro libertà.
 
Creato sui ricordi dei due ragazzi, lo spettacolo mette in parallelo con grande efficacia la giovinezza rubata di allora con quella di oggi, le analogie e le differenze di due generazioni tanto lontane ma allo stesso tempo così vicine per bisogni e necessità, mettendo l’accento sul valore della vita, sui rapporti umani, sulla volontà di credere in un futuro migliore.“Quando c’era Pippo” racconta un tempo in cui era difficile sognare ed essere felici, in cui era reato anche ascoltare la radio, eppure, c’era chi lo faceva lo stesso. Una guerra mondiale, rinchiusa dentro una piccola stanza. 
“Ma accanto alla disperazione resiste la volontà di opporsi agli orrori della guerra e della dittatura fascista. Nasce in Giulia Re, come in tanti giovani, la decisione di partecipare a quel grande e unitario moto di popolo che fu la Resistenza contro il nazifascismo [...] si batterono non soltanto per restituirci la libertà e la democrazia, ma per costruire una società più giusta. Il messaggio che arriva è molto forte: gli ideali e i valori per cui tanti giovani sacrificarono allora la propria vita [...] devono rivivere nei giovani d'oggi per dare un senso alla loro vita e per battersi per un mondo migliore.  (Roberto Cenati, Presidente Anpi Provinciale di Milano).
 
AL TERMINE DELLO SPETTACOLO SI TERRA' UN INCONTRO CON LA COMPAGNIA E UN DIBATTITO A CURA DI ENZO FIMIANI, PRESIDENTE DELL'ANPI DI PESCARA
 
BIGLIETTI: intero € 10  ridotto € 8  professionale € 6 (per artisti e per gli allievi delle scuole di teatro)

 

SI CONSIGLIA VIVAMENTE LA PRENOTAZIONE
Florian Teatro Stabile d'Innovazione 
presenta per
 
FLORIANflussiACCADIMENTI PLURIMI
direzione artistica  Giulia Basel 
 
FRATELLI DALLA VIA 
MIO FIGLIO ERA 
COME UN PADRE PER ME
VINCITORE DEL PREMIO SCENARIO 2013
di e con Marta Dalla Via e Diego Dalla Via
scene e costumi Diego e Marta Dalla Via 
partitura fisica Annalisa Ferlini
direzione tecnica Roberto Di Fresco
assistente di produzione Veronica Schiavone 
 
giovedì 10 aprile ore 21.00
SPAZIO MATTA
via Gran Sasso
 

La prima generazione ha lavorato. La seconda ha risparmiato. La terza ha sfondato. 
Poi noi. Noi, in fondo, viviamo per questo: per arrivare primi, e negare di aver vinto.
Siamo nati per riscrivere le nostre ultime volontà. 
 
Con ironia raggelante e a tratti con punte di cinismo il lavoro affronta la tragica questione del suicidio, come scelta estrema compiuta da innumerevoli imprenditori colpiti da crisi economica. Raccontando la storia di una ricca famiglia del nord est italiano si traccia una sorta di cupa parabola sul conflitto generazionale. Due fratelli – che sono fratelli anche nella vita, Marta e Diego Dalla Via – architettano l’omicidio dei genitori. Ma “uccidere i propri padri” sembra un atto impossibile dal momento che questi hanno deciso di farla finita, lasciando in eredità assenza di futuro e consumo del passato. Con uso intelligente dell’italiano regionale i due attori riescono a dar profondità e leggerezza a una vicenda estrema, ma allo stesso esemplare, in cui il senso di colpa tra le generazioni pare innescare un processo autodistruttivo che lascia poche vie di fuga (motivazione della Giuria Premio Scenario 2013).
 
Quanto dura un’epoca ai tempi della polenta istantanea? Un anno, un mese, forse meno. Quella che raccontiamo dura 24 ore ed è fatta di euforia e depressione, di business class e low cost, di obesi e denutriti, nello stesso corpo. I protagonisti sono simbolo di una popolazione intera che soffre di ansia da prestazione. Il benessere li condanna alla competizione ma il traguardo gli viene sottratto. Il traguardo è diventato una barriera. Generazionale. Sociale. Culturale. Per costruire un futuro all’altezza di questo nome bisognerebbe vomitare il proprio passato. Siamo nati per riscrivere le nostre ultime volontà. Noi, in fondo, viviamo per questo: per arrivare primi, e negare di aver vinto (dalle note di regia).
 
Dieci boeri al giorno. Polenta istantanea. Giri di spritz. È la dieta di una generazione che ha fame, che vuole ingoiare i padri e prendere il loro posto. Non per aspirazione borghese. Non per appropriarsi dei beni, dei privilegi, degli immobili. Non per possedere ma per proseguire. Non per guadagnare ma per lavorare. Figli in eterno, progenie marcia di un nordest virtuoso, che prima ha lavorato, poi ha risparmiato, e infine ha sfondato, lasciando in eredità pile di cassette di plastica. Giri di spritz: scolare. Polenta istantanea: mordere. Boeri: inghiottire senza gustare. Ingerire senza assimilare. Lasciarsi vivere. O gettarsi sui binari. Noncuranti di chi quel treno lo prende per tirare a campare. (da “Il Tamburo di Kattrin”, agosto 2013).
 
Marta Dalla Via è attrice. Da qualche anno ha scoperto il piacere di essere anche autrice dei suoi lavori. Scrive e mette in scena "Veneti fair" con la regia di Angela Malfitano che debutta al Napoli Fringe Festival 2010. È tra i sei giovani autori scelti dal drammaturgo Stefano Massini per il percorso Urgenze presso lo spazio IDRA (Indipendent Drama) di Brescia, dove vince con il testo "Interpretazione dei sogni".  Insieme al fratello Diego Dalla Via scrive Piccolo Mondo Alpino progetto vincitore del Premio Kantor, spettacolo prodotto dal CRT di Milano e vincitore del premio speciale della giuria nel concorso drammaturgico CTAS Oltrelaparola 2011.  La loro collaborazione da casuale e affettiva diventa effettiva e voluta: nascono i Fratelli Dalla Via, un’impresa famigliare che costruisce storie. "Mio figlio era come un padre per me" è il loro nuovo progetto totalmente pensato con mani e cervelli raddoppiati. 
 
AL TERMINE DELLO SPETTACOLO SI TERRA' UN INCONTRO CON MARTA E DIEGO DALLA VIA A CURA DELLO STUDIOSO PAOLO VERLENGIA.
 
BIGLIETTI: intero € 10  ridotto € 8  professionale € 6 (per artisti e per gli allievi delle scuole di teatro)

 

SI CONSIGLIA VIVAMENTE LA PRENOTAZIONE 
 
Palla al Centro
BANDO 2014.pdf
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