Florian Metateatro / Neroluce

4.48 PSYCHOSIS

di Sarah Kane

in forma di “SINFONIA per VOCE SOLA” di Enrico Frattaroli

con Mariateresa Pascale video, scena e regia di Enrico Frattaroli 

responsabili tecnici Renato Barattucci ed Edoardo De Piccoli  cura Giulia Basel

 

"Nello spettacolo che abbiamo visto al Palladium di Roma e che si rivedrà già il 23 di questo mese a Pescara dove è stato prodotto dal Florian Espace, che festeggia i trent'anni di vita teatrale, unica continuità d'Abruzzo .... nello spettacolo di Frattaroli ciò che di nuovo e innanzitutto colpisce è l'evidente disparità (a parte Romeo Castellucci) tra questo regista e tutti gli altri. Parliamo naturalmente di teatro d'invenzione, di teatro d'innovazione, infine di teatro d'avanguardia.  ... I quattro microfoni, il buio, le scritte in inglese o tradotte, che corrono dietro le spalle di Pascale, la colonna sonora, Mahler e Harvey, che accompagna ogni attimo dell'addio, sono la gloria di quest'altro memorabile spettacolo di Enrico Frattaroli."  Franco Cordelli su La Lettura del Corriere della Sera del 18/02/2018 (attualmente in edicola)

 

4.48 Psychosis - Sinfonia per voce sola è una messa in concerto dell’ultimo testo di Sarah Kane: la musica dei suoi versi in risonanza con la musica di Gustav Mahler e di P. J. Harvey. Sulla scena, protagonista è la poesia stessa, variegata nelle forme liriche, narrative, dialogiche, grafiche della sua scrittura, testualmente e scenicamente affidata alla voce sola di Mariateresa Pascale. «Scriverlo mi ha uccisa» annota Sarah Kane sul biglietto allegato alla copia di 4.48 Psychosis lasciata in consegna a Mal Kenyon, la sua agente letteraria. Il suo ultimo dramma, perfezionato fino all’ultimo istante della sua vita, è anche il suo testamento poetico. Una scrittura che noi ereditiamo, un atto poetico assoluto di cui ci chiede di essere testimoni, spettatori, amanti: Convalidatemi /Autenticatemi / Guardatemi / Amatemi.

 

Non la musica soltanto è chiamata a fare parte della concertazione. Un flusso di immagini tratte dalla disposizione grafica del testo, o ad essa ispirate, si attengono al poema seguendo le variazioni agogico-dinamiche dell'intera partitura verbale e musicale. Sono diagnosi, numeri, sigle, geometrie e combinazioni di parole, ma anche cancellature, pagine gualcite, pellicole graffiate, coniugate di volta in volta con declinazioni postume, come in effigie, dello spazio scenico: sale da concerto devastate, stanze abbandonate, deserti di contenzione, fabbriche obsolete, teatri in rovina… Le parti dialogiche del poema – le cui voci rinviano, implicitamente, alla stessa Kane e al suo psichiatra – hanno, paradossalmente, valore di tacet. Sono momenti in cui l’opera si sospende (la luce scompare, la musica cessa, le immagini dissolvono) ed il regista si rivolge, letteralmente, all’attrice, che al regista risponde. Ed è proprio per il loro valore di silenzio poetico che sono parte dell’opera teatrale, del concerto, della poesia, come bianchi di scena.” (Enrico Frattaroli)

 

Enrico Frattaroli rinnova la sua collaborazione con il Florian tornando a Pescara, dove ha già diretto “La voce a te dovuta”, il prezioso lavoro dedicato a Pedro Salinas in cui lo stesso Frattaroli è anche in scena, e lo spettacolo di notevole spessore “Nella pietra” di Chista Wolf con Annapaola Vellaccio che, dopo una tournée nazionale, fu presentato in Abruzzo al Teatro Marrucino. Un'altra collaborazione di grande risonanza è stato lo spettacolo “Sade, opus contra naturam”, di cui Frattaroli è autore ed interprete, presentato nel 2009 al Napoli Teatro Festival Italia.

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