FLORIAN METATEATRO 

“LA LOCANDIERA”

di Carlo Goldoni

con Flavia Valoppi, Massimo Vellaccio, Alessio Tessitore, Umberto Marchesani, Massimo Paolucci, Giulia Basel, Emanuela D’Agostino, Oscar Strizzi; scene costumi e regia Giulia Basel.

 

Lo spettacolo ha debuttato nel dicembre 2011 al Florian Espace di Pescara ed è stato replicato con crescente successo nelle stagioni successive, sia in matinée che in serale, in diverse città d’Abruzzo, ma anche a Bologna, Teatro Dehon, in Umbria ed in Friuli.

La regia di Giulia Basel porta in scena un cast che riunisce il nucleo artistico del Florian: Flavia Valoppi è Mirandolina, esuberante, complessa, affascinante protagonista di questa commedia intramontabile; accanto a lei le brillanti interpretazioni di Massimo Vellaccio, uno strepitoso Marchese di Forlipopoli, Alessio Tessitore che sa dare umanità al personaggio del Cavaliere ora burbero ora tenero, Umberto Marchesani un elegante Conte d’Albafiorita, Massimo Paolucci un Fabrizio puntuale e convincente, le divertenti commedianti Giulia Basel (Ortensia) e Emanuela D’Agostino (Dejanira) e lo spigliato Andrea Di Bella (il servitore del cavaliere).

Il lavoro rappresenta il testo pressocchè integralmente e punta soprattutto sulla bellezza della parola recitata e sul rapporto diretto tra attori e pubblico, per ridare spazio e peso ad una drammaturgia che sottolinea la vitalità e l’ingegno di un grande uomo di teatro quale era Goldoni.

Dello spettacolo sono possibili due forme di allestimento, entrambe sperimentate positivamente: una itinerante (site specific) ed una frontale da palcoscenico adatta a spazi anche di grandezza notevolmente diversa.

 

Scrive Gian Marco Montesano nella sua presentazione dello spettacolo “Con La Locandiera, scritta da Goldoni nel 1753, che anticipa di quasi trent’anni " Le Mariage de Figaro"di Beaumarchais e le celeberrime "Nozze di Figaro"di Mozart e di Da Ponte del 1786, irrompe sulla scena, giocosamente, leggermente, il radicale mutamento politico, economico, sociale e culturale che si stava preparando in Europa. L'intuizione, la capacità di leggere la tendenza ascoltando con straordinaria intelligenza la vita quotidiana, questa è la portata storica del lavoro di Goldoni. Un lavoro dalle valenze europee”.

 

E se è vero, com’è vero, che Goldoni funziona sempre ci vuole un’opera di rivelazione per riconoscere la cifra goldoniana più autentica; è necessaria una cura qualitativa dell’allestimento che sappia accompagnare il lavoro degli attori e non soffocare inutilmente la spettacolarità di una commedia dai contenuti tutti espliciti e tutti fusi con l’azione. E’ questo il plauso principale da muovere alla Locandiera firmata da Giulia Basel, curatrice per Florian Teatro della regia e presente in scena con un cameo dalle valenze meta-teatrali nel ruolo di Ortensia; l’allestimento si caratterizza proprio per la capacità di non imprimersi invasivamente sul soggetto drammaturgico con un disegno teorico e stilistico d’impatto, nella necessità impellente di una dimostrazione di intelligenza o di lettura critica sapiente… e rivela il cuore tutto attorico del testo goldoniano, su cui si gioca la partita della sua resa scenica vincente…… E’ qui che infatti vince e convince la messinscena realizzata da Florian Teatro, ovvero nell’esaltazione della finzione senza mai oltrepassare però la misura del gioco, con un lavoro di regia che deve predisporre l’azione ma prontamente aver cura di mimetizzarsi, scomparire a favore degli attori...”   (Paolo Verlengia -Dottore di Ricerca in Discipline dello Spettacolo, Pescara marzo 2013)

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